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Bollo auto 2019: scadenze, calcolo, esenzione e novità, ecco cosa devi sapere

Deluso chi sperava nell’abolizione: il bollo auto nel 2019 resta e probabilmente continuerà ad essere la tassa più odiata dagli italiani. Forse perché, essendo tassa sul possesso, il bollo auto grava su tutti i possessori di veicoli iscritti al Pubblico Registro Automobilistico (PRA), a prescindere dall’ utilizzo effettivo su strada. Scopri come calcolare il bollo auto 2019 se hai appena comprato una macchina nuova e tutte le possibili novità al vaglio del governo e delle regioni.

Bollo auto 2019: come calcolarlo e dove pagarlo

Per calcolare l’importo esatto del bollo auto 2019 si può procedere in due modi. Utilizzare appositi calcolatori online, come quelli forniti dall’Agenzia delle Entrate o dall’ACI (quest’ultimo consentito solo nelle regioni aderenti, Abruzzo, Basilicata, Emilia Romagna, Lazio, Lombardia, Puglia, Toscana, Umbria, Valle d’Aosta e le provincie di Trento e Bolzano), semplicemente inserendo il tipo di veicolo e il numero di targa.

In alternativa, sempre comunicando la targa, è possibile recarsi per il pagamento negli uffici postali o nelle tabaccherie con ricevitoria.

Il metodo più farraginoso, dedicato a chi vuole assicurarsi di pagare il giusto importo, o utile anche a chi è semplicemente curioso, consiste nel calcolo manuale. Le tabelle per il bollo auto 2019 riportano i costi classe ambientale suddivisi in due colonne, a seconda della potenza del motore, ovvero minore o maggiore di 100 KW.

Fino a 100 KW, il bollo auto costa 2,58 euro al KW per i veicoli Euro 4,5 e 6; 2,70 euro per gli Euro 3; 2,80 euro per gli Euro 2; 2,90 per gli Euro 1 e 3,00 per gli Euro 0. Sopra i 100 KW gli importi aumentano fino a, rispettivamente, 3,87 euro al KW; 4,05; 4,20; 4,35 e 4,50.

Importante notare che se un veicolo ha un motore da 110 KW, ad esempio, vengono utilizzati gli importi sopra i 100KW solo per i restanti 10KW in eccedenza ai 100. Quindi, nel caso di un EURO 3, il bollo auto 2019 si calcolerà come segue: (100×2,70)+(10X4,05)=270+40,50=310,50 euro.

Pagamento bollo auto: esenzioni e sanzioni per il ritardo

In caso di ritardo nel pagamento del bollo auto, sono applicate more e sanzioni, mentre con la Pace Fiscale è previsto il condono per bollo auto evaso per debiti fino a 1.000 euro per le cartelle esattoriali dal 2000 al 2010.

I possessori di veicoli elettrici possono usufruire dell’esenzione dal bollo per i primi 5 anni dall’immatricolazione, per poi pagare 1/4 dell’importo previsto per i pari categoria a combustibili fossili. Per le auto a gpl e metano è prevista la stessa riduzione ma senza il beneficio dell’esenzione iniziale.

La legge 104 del 1992 esonera dal pagamento del bollo i veicoli intestati a disabili o a persone che hanno a carico fiscale soggetti disabili.

Sono esenti dal bollo anche le auto storiche dai 30 anni in su, mentre per quelle di età compreso tra 20 e 29 anni è atteso nel 2019 un provvedimento di abolizione.

Per ulteriori possibili esenzioni e comunque per normative più specifiche rimandiamo alle leggi regionali perché possono essere previste disposizioni locali.

Scadenza bollo auto 2019: come calcolarla in base al mese di immatricolazione e frazionamento

Come l’importo del pagamento dipende dalla classe ambientale e dalla potenza del motore, così la scadenza del bollo auto dipende dal mese di immatricolazione. Il termine per il saldo corrisponde all’ultimo giorno del mese successivo alla data di scadenza. Per fare un esempio, se la scadenza è a marzo 2019, il bollo auto 2019 andrà pagato dal 1 al 30 aprile.

Novità bollo auto 2019: il costo sarà a consumo?

Messa da parte la speranza di cancellazione del bollo auto nel 2019, non è da escludere che ci saranno novità, anche importanti, sul metodo di calcolo. Uscita per ora come proposta di legge, questa nuova determinazione del costo del bollo auto, basato sul consumo e sulle emissioni, potrebbe contribuire a diminuire l’impiego delle auto a favore di mezzi pubblici o di biciclette.

La proposta del Ministro dell’Ambiente Sergio Costa prevede di calcolare l’importo del bollo auto in maniera proporzionale ai consumi e quindi alle emissioni, seguendo il concetto di bonus-malus presente in ambito assicurativo. Più si inquina più si paga, secondo un principio di coerenza rispetto a quelle che sono le nuove misure sulla tutela ambientale.

Al momento non è chiaro quale sarà esattamente il modus operandi: il criterio adottato per il calcolo del bollo sarà basato sugli effettivi km percorsi o sulla stima delle emissioni di CO2 relativa ad ogni singolo modello? O magari su una combinazione di entrambi i parametri?

In attesa di scoprire le manovre future del governo, possiamo approfondire gli scenari della possibile riforma sul bollo auto 2019.

 

tratto da notizie ora.it

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